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PARSEC CONSORTIUM

Parsec Consortium è un consorzio di cooperative sociali e associazioni ONLUS.

 

PARSEC ASSOCIAZIONE

L’Associazione Parsec nasce formalmente nel 1985 dalla volontà di coordinare l’impegno di un gruppo di operatori e ricercatori con esperienze di ricerca e lavoro sociale che partono dai primi anni ’70.

 

PARSEC FLOR

La cooperativa sociale di tipo B PARSEC FLOR nasce nel 1993 con l’obiettivo di gestire un impianto florovivaistico e di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. La struttura parte dalla considerazione che il recupero sociale dei soggetti svantaggiati passi attraverso l’offerta di reali possibilità di reinserimento nel contesto lavorativo

 

SVILUPPO LOCALE EDIZIONI

Nasce per valorizzare elaborazioni e riflessioni collegate al welfare locale.

 

25 ANNI DI LAVORO SOCIALE

Negli ultimi 25 anni abbiamo assistito ad una forte evoluzione dei bisogni sociali, con l'emersione di nuove domande ed il contemporaneo affermarsi di metodologie di intervento originali a volte già sperimentate in altri paesi europei. Tale trasformazione ha favorito la riforma delle politiche di welfare e la progressiva innovazione di obiettivi e prassi che si ritenevano ormai consolidate. Tutto ciò ha influenzato il nostro modo di progettare e di gestire i servizi alla persona al fine di rispondere con maggiore efficacia possibile alla nuova e crescente domanda di sostegno sociale. Nel 1985, quando è sorta l’Associazione Parsec si era partiti dalla volontà di coordinare l'impegno di un gruppo di operatori e ricercatori con esperienze che partivano dalla seconda metà degli anni '60. Man mano le attività dell'Associazione si sono sviluppate e diversificate fino a rendere necessaria la costituzione di nuove strutture con propria autonomia giuridica ed amministrativa, che hanno progressivamente affiancato l'Associazione: PARSEC Flor, PARSEC Servizi, PARSEC Cooperativa. E' stata una fase importante che ha permesso a PARSEC di acquisire maggiori competenze e nuove professionalità. Siamo cresciuti e siamo diventati una realtà importante del terzo settore di Roma. Il Consorzio è nato per unificare le esperienze, coordinare gli sforzi, rendere visibile il nostro impegno. Il Consorzio ci aiuta soprattutto a progettare insieme, a creare una visione ed una consapevolezza comune sui problemi, ristabilendo anche quei collegamenti concreti di ordine organizzativo che ci consentano di elaborare modalità operative nuove.

 

PARSEC COOPERATIVA SOCIALE

Parsec cooperativa sociale a r.l. nasce nel 1996 allo scopo di promuovere interventi e servizi in grado di rispondere alla complessità dei bisogni sociali emergenti a livello locale e nazionale. Gli ambiti di intervento della cooperativa sono molteplici ed hanno ad oggetto la prevenzione, la riduzione del danno e l’accoglienza connesse all’uso di sostanze psicotrope, la promozione dell’agio rivolta agli adolescenti ed ai giovani, la lotta alla tratta, la mediazione sociale e dei conflitti, l’inclusione sociale delle persone immigrate. Oltre alle attività di campo, la struttura pone particolare attenzione all’aggiornamento del personale impiegato, proponendosi anche come agenzia per la formazione ed offrendo consulenza progettuale ed organizzativa.

 

PARSEC SERVIZI

Parsec Servizi Coop. Soc. a r.lParsec Servizi Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS costituitasi a Roma nel 1993, nasce dall’incontro tra diversi operatori esperti nella ricerca sociale e nella formazione ed addestramento professionale, nonché nella progettazione e gestione dei servizi, in particolare rivolti alle differenti forme di marginalità giovanile.

 

THEORES FORMAZIONE

Il nome nasce dall’unione di due termini, uno in greco e l’altro in latino, teoria e cosa.

Parsec Consortium
La Valutazione dell’Impatto Sociale, nuova frontiera per il Terzo Settore PDF Stampa E-mail
Mercoledì 27 Aprile 2016 15:03
«Non tutto ciò che può essere contato conta, e non tutto ciò che conta può essere contato», citando Albert Einstein, il sottosegretario del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi Bobba, conferma l’importanza della sfida, ma anche le difficoltà espresse, dal panel di esperti “sul campo”, nel capire cosa significhi misurare oggi il valore che si produce nel sociale. «Ci sono tanti elementi che difficilmente possono essere sintetizzati in un mero numero. Ma il lavoro di riforma che si sta facendo con la legge Delega di Riforma del Terzo settore (in discussione per la terza – e forse definitiva - approvazione alla Camera, dopo la discussione al Senato), va nella giusta direzione», ha detto Bobba. «Il tema della misurazione dell’impatto sociale, potrebbe apparire tecnico, ma evoca una questione di fondo», sostiene il sottosegretario, «che va al di là della misurazione. Le esperienze raccontate mettono in discussione un paradigma: cioè se la ricchezza di una comunità sia riducibile al Pil, o se invece non abbia bisogno di essere misurato con criteri di riferimento ben più larghi, tali da far percepire che anche il destino dell’azione economica e imprenditoriale non è unicamente riassumibile dentro al profitto che si genera, ma c’è un “profitto” che ha altri criteri e modalità». «Ecco allora che la scommessa della legge è anche quella di puntare su forme di contaminazione, d’ibridazione tra i diversi attori, nel quadro di una società triangolare tra pubblico, privato, e Terzo settore. Chiave delicata della legge, (contestata a destra come a sinistra) è quella delle “Imprese sociali”, appunto un ibrido, ma con l’originalità precipua di produrre ricchezza e insieme valore sociale». «Con la Legge delega sul Terzo settore», inoltre, che introduce per la prima volta il tema dell’impatto sociale, «si vuole evidenziare, com’è scritto all’articolo 7, che le verifiche e i controlli delle istituzioni pubbliche, introducono da un lato i criteri d’identificazione del perseguimento degli interessi generali; dall’altro ci siamo domandati se proprio quei confini non vadano allargati, purché rimanga quel principio che questi soggetti svolgano effettivamente attività di interesse generale». «E da cosa lo verifichiamo? Lo verifichiamo dai beneficiari, dalla coerenza di queste attività con la configurazione giuridica e lo verifichiamo proprio dall’impatto sociale, che generano nella comunità di riferimento». «È importante questa definizione della Carta d’identità», sostiene Bobba, perché in questi ultimi tempi accanto a soggetti virtuosi si sono «insinuati fenomeni opachi di opportunismo strumentale di utilizzo per avere regimi fiscali più favorevoli per soggetti che difficilmente potremmo definire che svolgono attività di interesse generale». C’è anche la necessità, non solo per le istituzioni, ma anche per il cittadino, di sapere chi c’è dietro una realtà associativa, ma non sa a chi rivolgersi, in modo accessibile, trasparente e veloce: «per questo – afferma l’esponente de governo - vogliamo presto realizzare il Registro unico delle associazioni di Terzo settore senza cancellando la molteplicità delle». «E infine: all’interno di questo trovare anche le forme con cui differenziare la meritevolezza di alcune facilitazioni e di sostegno. Una differenziazione che già esiste, ma per comparti e non sempre le varie leggi si “parlano” tra loro. Al governo stiamo creando un insieme di strumenti (vedi il Fondo rotativo per gli investimenti) per far sì che queste realtà innovative, tipo le sturt up innovative a vocazione sociale, possano decollare. Perché nel campo dei bisogni sociali ci sono bisogni difficilmente solvibili attraverso il mercato, bisogni per cui non c’è una domanda pagante. Allora credo che per rispondere a questi bisogni come a tanti altri (vedi l’integrazione dei migranti), c’è bisogno di trovare strade e soluzioni nuove che mettano in campo altri soggetti in grado di generare innovazione». (tratto da Vita.it)
 

In evidenza

 

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E' disponibile on line  "Risorse di cittadinanza. Le associazioni di immigrati tra vincoli e opportunità" a cura di Giuliana Candia e Francesco Carchedi, pubblicazione che conclude e restituisce i risultati della ricerca su caratteristiche e problematiche dell’associazionismo di matrice immigrata realizzata con il contributo dell'Open Society Fundation.

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Le strutture PARSEC gestiscono diversi progetti nel campo del empowerment della comunità locale, del protagonismo giovanile e delle tematiche legate al disagio sociale. Leggi tutto...

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