Maggio si è chiuso con l’ennesima chiusura di un Centro di accoglienza per migranti e l’immediata deportazione dei circa 40 ospiti in un CARA. Questa volta è capitato ad un nostro socio, Oasi 2 a Trani, ma sono mesi che questa pratica si perpetua grazie al primo Decreto Sicurezza. Altri soci sono stati già colpiti da questo tipo di provvedimento ed altri, purtroppo, lo saranno in futuro, anche grazie al plebiscito avuto da Salvini nelle ultime elezioni.
Oltre alla rottura improvvisa di legami e relazioni fra i migranti ospitati ed il territorio ed il probabile licenziamento di 12 operatori, ciò che spaventa è la cappa di silenzio e l’assenza di solidarietà che accompagnano questi episodi, quasi che l’accoglienza non sia più un valore ma un reato.

E’ vero che il nostro è un Paese sempre più invecchiato e spaventato e che la semplice considerazione che solo gli immigrati potranno in prospettiva garantire i nostri livelli di benessere, come ha affermato lo stesso giorno della chiusura il Governatore Visco nella sua relazione annuale, non basta a controbattere il clima di persecuzione e paura su cui si basano le fortune elettorali della Lega.
Altresì, anche il nostro mondo si è chiuso in se stesso e si oppone sempre più debolmente a misure ed azioni apertamente in contrasto con i diritti umani fondamentali, essendosi anche allontanato dal contatto con il territorio.

Noi, però, non intendiamo assolutamente accettare lo “stato delle cose” e, oltre ad esprimere la nostra solidarietà e vicinanza a tutti soci colpiti dal Decreto Salvini, porteremo avanti azioni concrete verso l’integrazione dei migranti.

La prima occasione riguarda l’intervento finanziato da fondi italiani ed europei nelle Regioni meridionali per intervenire nelle zone in cui la piaga del caporalato è più radicata; un intervento pluriennale e multiregionale che ci permetterà di rendere concrete politiche di integrazione rivolte non solo ai migranti ma a tutte le persone a rischio di forte esclusione sociale.

Poi, intendiamo attivare una vera e propria campagna di comunicazione istituzionale che possa controbattere, almeno in parte, la narrazione relativa al pericolo rappresentato dai migranti per i cittadini; dati alla mano ed esperienze significative di integrazione dimostrano l’insussistenza di tali affermazioni.
Purtroppo, in questo caso, non è sufficiente solo proporre informazioni veritiere ma occorre pure usare intelligentemente i mezzi di comunicazione di massa ed i social network per fronteggiare la marea montante di fake news che caratterizza questo tema.

Insomma, non saremo spettatori assenti di fronte al frantumarsi di più di 30 anni di teoria e pratica dell’accoglienza e della solidarietà delle persone fragili e la prossima Assemblea del 20 giugno sarà la prima occasione per discutere insieme di ulteriori azioni da mettere in campo.

Antonio D’Alessandro

Presidente Consorzio Nova

Roma, 2 giugno (Festa della Repubblica)